Mi presento (About)

Sono Mattia De Giosa, vivo a Bari da sempre, e che io sappia le origini della mia famiglia si perdono nella storia di Bari.

Questo mio blog non rappresenta la mia prima avventura nel mondo della scrittura, ho infatti incominciato a scrivere poesie attorno ai 15/16 anni, quando frequentavo gli ultimi anni del liceo, prima del 1985, in seguito un breve racconto scritto per un concorso letterario ed ho cominciato un romanzo che non ho mai terminato, questi ultimi due attorno alla fine degli anni ’80 ( le poesie che ogni tanto qui pubblico sono quelle di allora, e che per la prima volta rendo pubbliche).

Dopo il liceo la mia vita si è svolta prevalentemente fuori da qualsiasi ambiente culturale (non esisteva ancora internet a quei tempi, quindi la frequentazione poteva essere solo de visu) unico legame erano i libri, la cui lettura mi accompagna da quando ho finito il liceo.  Anche se fra il 1989 e il 1991, ho avuto una parentesi di studio molto intenso, per una ricerca che mi appassionò moltissimo. L’oggetto di studio era l’accertamento della validità storica dei racconti biblici che vanno da Abramo a Mosè e l’eventuale origine e datazione dei medesimi. Che io ricordi, fu un impegno, almeno per me, monumentale, svolto nell’arco di poco più di tre anni, seguendo le tracce bibliografiche che incontravo, attraverso una serie di biblioteche (non essendoci ancora internet, percorrevo le bibliografie dei testi e le schede blibliografiche delle biblioteche), nelle quali ricordo ancora le appassionate ore di letture trascorse in quella ‘Nazionale’, allora presso il piano terra dell’Università di Bari, nel palazzo dell’ateneo, o in quella dei ‘Cappuccini’ nel seminterrato sotto la chiesa di Santa Fara, di cui ricordo in particolare di essermi più volte imbattuto nella donazione della biblioteca personale di Mons. Benigno Papa, nei quali testi spesso trovavo note a lato o sottolineature attinenti spesso alle mie ricerche. Quegli anni mi hanno lasciato una mole di fotocopie appunti vari, che ancora conservo, insieme al risultato Sergio Quinziofinale, un sunto di una quarantina di pagine con i risultati acquisiti. Mi piace anche ricordare di quell’avventura, le persone con le quali entrai in contatto, a partire da Sergio Quinzio, con i suoi affettuosi commenti alle mie richieste, epaolo De Benedetti per suo tramite con il teologo e biblista Paolo De Benedetti, con il Prof. Piero Stefani, e con la dr.ssa Giacoma Limentani. Quest’ultima mi introdusse ad una persona di cui ho serbato un dolce ricordo, visto che mi riuscì d’incontrarla a Bari, mi riferisco alla dr.ssa Lea SestieriLea Sestieri, che in qualità di storica mi fu di grande aiuto nello sviluppo della bibliografia e nel confronto sulla cronologia biblica che proponevo nella mia ricerca, il ricordo di quella mattinata di fine Maggio, passata a confrontarci sulle mie ricerche, mi segue ancora.

Gli anni poi, si sono susseguiti in maniera burrascosa, ma nonostante tutto il gusto per la lettura, e soprattutto per la curiosità non è mai venuto meno, così mi sono ritrovato nel 2008 a maturare l’idea di iscrivermi all’università . Strana la vita, perchè mi sono sorpreso a desiderare di approfondire la mia curiosità attraverso lo studio della filosofia (immagino che faccia avrebbe fatto, se fosse ancora vivo Padre Raffaele, il mio insegnate di filosofia del liceo, il quale raramente mi ha visto assistere alle sue lezioni, visto che vivevo da imboscato in bagno ogniqualvolta vi era l’ora di storia o filosofia !)

Quindi nell’ estate del 2008, a 42 anni, armato di un desiderio di conoscere e di un senso di dovere nei confronti dei miei genitori (che purtroppo non hanno potuto assistere a questo passo) ho varcato la soglia dell’ Università di Bari, mi sono iscritto al corso di Filosofia ed ho ripreso (se mai io abbia mai iniziato nella mia vita !) a studiare.

Il bello è che ho raggiunto il mio primo traguardo ! Ovvero il 17 Febbraio del 2012 ho conseguito la Laurea di Primo Livello in Filosofia (D.M. 270/04 classe L5) con voti 110/110 discutendo la tesi dal titolo “Pierre Teilhard de Chardin nella critica contemporanea“, relatore prof. Costantino Esposito.

Ora mi ritrovo a continuare su questa strada, sono infatti iscritto sempre nella medesima università e facoltà, al corso di Laurea in Scienze Filosofiche (laurea magistrale) che spero di portare a termine entro il prossimo anno.

La cosa curiosa è che mentre maturavo la decisione di ricominciare a studiare nella primavera del 2008, mi è capitato di incontrare sulla mia strada un nome, Teilhard de Chardin, che assolutamente non miPierre Teilhard de Chardin 2 diceva alcunchè. Dando seguito alla mia proverbiale curiosità, il giorno che ho sentito pronunciare questo nome, appena rientrato in ufficio, ho dato un’occhiata a wikipedia e …  ex abrupto … mi sono ritrovato in una nuova dimensione che mi ha dato la possibilità di guardare il mondo da un ottica nuova, diversa, quella che si può a ragione definire una nuova weltanschauung della quale ritrovo ogni giorno che passa nuovi riscontri ed evidenze.

Per definire meglio chi sono dico: sono solo uno che cerca, che ha trovato una traccia e, sottoponendola agli altri, anche attraverso questo blog, spera di riuscire a migliorare sempre più le domande da porre alla realtà nella quale sono immerso, senza presunzione di conoscere alcuna risposta … insomma extra formam !

Permettetemi dunque di concludere con queste parole di Pierre Teilhard de Chardin :

Di che cosa hanno bisogno gli uomini del nostro secolo per compensare e integrare in un ulteriore progresso il male al quale li condurrebbe una percezione insufficientemente equilibrata dei valori individuali ? Hanno bisogno a tutti i costi di ritrovare, a un livello che sia quello del loro pensiero attuale, il senso e la passione dominante del Tutto. Quando ogni uomo, in virtù di una concezione del Mondo che richiede solo un minimo di conoscenza metafisica e che s’impone del resto mediante un numero massiccio di suggerimenti venuti dal mondo sperimentale, si accorgerà che il suo vero essere non è limitato agli angusti contorni del suo corpo e della sua esistenza storica, ma fa parte, in qualche modo, corpo e anima, del processo che coinvolge l’Universo, allora, egli capirà che, per mantener fede a sé stesso, egli deve votarsi al lavoro che la Vita gli chiede, come a un compito personale e sacro.” (Teilhard de Chardin — ‘Le basi e il fondo dell’idea di evoluzione’ — 1926)

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